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  • Prosegue l’iniziativa legale dei sindacati su ciò che non va nella “buona scuola”: impugnato il provvedimento che esclude i docenti precari e gli educatori dalla fruizione della carta del docente

    I ricorsi  sono stati presentati unitariamente al Tar Lazio da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams

    Dopo il ricorso presentato contro l’esclusione dal piano di straordinario di assunzioni di numerosi lavoratori precari della scuola (docenti e Ata) che pure ne avevano i requisiti, ora i sindacati hanno impugnato unitariamente il provvedimento che esclude i docenti precari e gli educatori impegnati nei convitti e negli educandati dalla possibilità di poter fruire della “Carta del docente”, con la quale si assegna a ogni insegnante un importo nominale di 500 euro per ciascun anno scolastico, con la finalità di sostenere le attività di formazione e aggiornamento culturale e professionale.

    Da tale beneficio viene infatti escluso il personale con contratto  a tempo determinato in servizio che, al pari del personale di ruolo, svolge a pieno titolo la funzione docente per tutte le attività  programmate dalla scuola. Lo stesso accade per gli educatori, equiparati ai docenti dalla norma e dal quotidiano impegno didattico ed educativo a favore dei giovani convittori e semiconvittori.

    Sono due i ricorsi, presentati in modo distinto; le diversità di trattamento, con le dovute specificità, non trovano fondamento nelle norme contrattuali attualmente in vigore,che prevedono un unico profilo professionale per il docente, comprensivo di tutte le funzioni e attività, da quella di insegnamento a quella di aggiornamento e formazione, senza distinzione tra personale a tempo indeterminato e determinato. Ma tale esclusione non trova alcun riscontro neppure nei principi fondamentali del nostro ordinamento e del diritto comunitario.

    In particolare, risulta violato il principio di non discriminazione tra lavoratori che svolgono pari funzioni sia a tempo determinato che indeterminato, specificamente sancito, nell’ambito dell’Unione Europea, dalla Direttiva in cui si afferma che “i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato”

    Per questi motivi FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS-Confsal e GILDA-Unams hanno presentato ricorso chiedendo al Tar Lazio di sospendere e annullare i provvedimenti impugnati per quanto concerne l’esclusione dal beneficio del personale a tempo determinato e gli educatori, nonché di rimettere la questione alla Corte Costituzionale, per quegli aspetti che possono configurare una discriminazione di fatto anche tra scuole e convitti, a danno di quelle che hanno un maggiore utilizzo di docenti precari, violando i principi di “imparzialità” cui non si può venir meno nel determinare le condizioni che sostengono il buon andamento del servizio scolastico pubblico.

    Con la presentazione di questi nuovi ricorsi prosegue l’azione di contrasto agli aspetti più negativi della legge 107/2015; allo stesso modo sarà verificata la possibilità di impugnare tutti i provvedimenti applicativi che risultassero lesivi di diritti riconosciuti.

    Roma, 23 novembre 2015

  •  
    Home » Attualità » Manifestazione 28 novembre: le ragioni per essere in piazza a Roma

    Manifestazione 28 novembre: le ragioni per essere in piazza a Roma

    Lettera di Domenico Pantaleo alle lavoratrici e ai lavoratori di scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale e degli altri settori dei servizi pubblici.

    23/11/2015
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    Il segretario generale della FLC CGIL ha scritto una lettera sui motivi della manifestazione del 28 novembre 2015 a Roma e sulla necessità di non mancare a questo appuntamento.
    Contratto, risorse e investimenti nei settori della conoscenza, contrasto a leggi inaccettabili, prospettive verso un referendum abrogativo delle parti più insidiose della legge 107/15 e, in assenza di risposte, verso uno sciopero delle categorie pubbliche, questi i temi trattati da Domenico Pantaleo.

    Con lo slogan “Pubblico6Tu, ContrattoSubito”, migliaia di lavoratori da tutto il paese sfileranno da Piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento, fino a Piazza Venezia nelle cui vicinanze sarà allestito il palco per i comizi. Scarica la locandina e il manifesto.

    _____________________

    Cara lavoratrice, caro lavoratore, cara iscritta, caro iscritto,

    la manifestazione nazionale del 28 novembre a Roma, che abbiamo indetto unitariamente con gli altri sindacati, ha l'obiettivo di riconquistare il rinnovo dei contratti nei settori pubblici, un diritto che la Costituzione ci garantisce.

    Recenti sentenze della Corte costituzionale e del tribunale di Roma sanciscono che le risorse per il Ccnl devono essere adeguate al recupero del potere di acquisto dei salari falcidiati dal blocco dei contratti.

    Tra gli ostacoli all’apertura di una nuova, urgente stagione di rinnovi contrattuali è un’imponente legislazione, che, per la sua confusione e farraginosità, andrebbe abrogata e che ha impedito in vari modi la contrattazione collettiva nazionale e decentrata. Con le dannose conseguenze che tutti sappiamo.

    Siamo convinti che un sistema di regole chiare ed esigibili e di relazioni sindacali aiuti sia il miglioramento dell'organizzazione del lavoro, soprattutto col contributo determinante delle Rsu, sia la dinamica delle retribuzioni e la valorizzazione professionale.

    La legge finanziaria, attualmente in discussione, va purtroppo in un’altra direzione. Non ci sono risorse adeguate per il rinnovo dei contratti pubblici e reitera il tentativo di togliere al contratto nazionale la funzione di stabilire i salari e di regolare i rapporti di lavoro. Il blocco della contrattazione decentrata è un ulteriore danno ai lavoratori e penalizza le stesse amministrazioni impegnate in processi di innovazione. E non è tutto. Privilegia gli interessi dei ceti sociali più forti a scapito dell'occupazione, della redistribuzione della ricchezza, del welfare e del sistema sanitario pubblico, perché ancora una volta taglia la spesa pubblica. E, nonostante il gran parlare, non prevede interventi per cambiare l’insostenibile legge Fornero sulle pensioni.

    Il definanziamento dei settori della conoscenza conferma la scelta del Governo di affermare un modello di società e di economia che allarga le disuguaglianze sociali e riduce i diritti, fomentando una competizione al ribasso che mortifica le competenze e inibisce le innovazioni. Si trovano le risorse per le imprese, per le scuole private, ma si negano investimenti per il diritto allo studio. Il sud è sempre più abbandonato a se stesso e manca un progetto per innalzare la qualità dei sistemi formativi e educativi, non ci sono risposte per le emergenze dell’università e mancano investimenti e infrastrutture per rilanciare la ricerca.

    Riguardo alla scuola la FLC ha annunciato che la battaglia per la riconquista del contratto nazionale si accompagnerà al contrasto dell'impianto della legge 107/15. A cominciare dalle misure lesive della libertà di insegnamento e da quelle che introducono una gestione autoritaria e antidemocratica, pensiamo in particolare alle modalità di attribuzione del “bonus” e alla chiamata diretta dei docenti. Non dimentichiamo, inoltre, che, nonostante le recenti stabilizzazioni, c’è una parte consistente di docenti e Ata che è rimasto escluso dai provvedimenti del governo, in barba alla sentenza della Corte di giustizia europea. La FLC non abbandona questi lavoratori.

    Siamo pronti, quindi, a difendere la scuola della Repubblica su tutti i fronti, anche con un referendum abrogativo delle partì più insidiose della legge 107. Ma di certo ripresentando le nostre proposte per un sistema educativo moderno e democratico, per aumentare l’obbligo scolastico e inserire nei percorsi di istruzione la scuola dell’infanzia.

    Per queste ragioni bisogna essere in piazza il 28 novembre.

    Ma c’è anche un motivo di più: dare una risposta forte e decisa al terrorismo e alla violenza dopo la terribile strage di Parigi. Noi non cediamo alla paura e tanto meno accettiamo limitazioni delle libertà. Non è così che si sconfigge il terrorismo, né con avventure militari. Ma con la forza della democrazia, con la politica, con maggiore giustizia sociale nel mondo, con l’accoglienza di chi fugge dalla fame e dalle guerre. Facciamo sentire la voce della ragione e della solidarietà contro chi vuole distruggere la civiltà e la pace tra i popoli.

    Tutte le iniziative programmate nei comparti della conoscenza troveranno una sintesi nella grande manifestazione di tutti i comparti pubblici del 28 novembre. In assenza di risposte concrete proseguiremo la mobilitazione verificando le condizioni per arrivare ad uno sciopero unitario del pubblico impiego. Sono convinto che solo con il protagonismo delle RSU, dei nostri iscritti, dei nostri gruppi dirigenti sarà possibile ridare senso e valore al lavoro nei nostri comparti e affermare un’effettiva centralità della conoscenza per garantire prima di tutto alle nuove generazioni inclusione e dignità sociale.

    Vi aspetto il 28 novembre a Roma.

    Il Segretario generale FLC CGIL
    Domenico Pantaleo

  • Contrattazione di istituto e assegnazione dei bonus

    LEGGE 107 

    PER LA VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE DEI DOCENTI 

     

    Il vademecum Uil Scuola per intrecciare i criteri per l’assegnazione del bonus con i criteri del FIS

    La legge | Il contratto | La situazione delle scuole | Il rapporto tra la legge 107 e il contratto scuola

     

     

    La legge 107 - al comma 126  - istituisce un apposito fondo per la valorizzazione del merito del personale docente. La quota annualmente disponibile di 200 milioni sarà  assegnata a ciascuna scuola in base alla dotazione organica dei docenti, considerando i fattori di complessità delle scuole e delle aree soggette a maggiore rischio educativo.

    Secondo il comma 127 è il dirigente scolastico ad assegnare al personale docente una quota del fondo sulla base di motivata valutazione che non può non tenere conto dei criteri stabiliti dal Comitato di valutazione. I criteri, definiti dal Comitato di valutazione, sono espressi sulla base del mandato che il Collegio dei Docenti ha assegnato ai propri rappresentanti.
    Circa i criteri da adottare, sempre in coerenza con quelli stabiliti dal Collegio docenti, si consiglia di attenersi a criteri oggettivi e misurabili (attività aggiuntive e di ricerca, di collaborazione e gestione delle attività della scuola, coordinamento di gruppi di lavoro, partecipazione organi collegiali, ecc..) E’, del resto, ciò che accade per l’assegnazione di ogni altra quota di salario accessorio a valere sul fondo  a seguito della contrattazione d’istituto, solo che si sostituiscono i criteri all’articolato contrattuale.

    Il comma 128 afferma che la somma definita bonus è destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo ed ha natura di salario accessorio.

    Nel link il testo integrale della scheda operativa della Uil Scuola per intrecciare i criteri per l'assegnazione dei bonus con i criteri del Fis

     

     

     

  • Corso di formazione online: "La disabilità visiva nella scuola: didattica, braille, computer, testi digitali e autonomia personale"

    Dal 7 gennaio al 27 febbraio 2016 - 100 ore complessive (tutte online)

    Quota di partecipazione: 95,00 €
    Rimborsabile con la Carta del Prof (500,00 € per la scuola)

     

  • Elezioni Consiglio IstitutoSi ricorda a tutte le famiglie e al personale scolastico che Domenica 22 novembre dalle ore 08:00 alle ore 12:00 e Lunedì 23 novembre dalle ore 08:00 alle ore 13:00 si svolgeranno nei rispettivi plessi le elezioni per il Consiglio d'Istituto .

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